venerdì 9 dicembre 2011
Furbizie del cazzo
Ci voleva Miche Serra di oggi a farmi sbottare. Lui dice che è ingeneroso pretendere che questo Governo faccia cose di Sinistra. Pare quasi infastidito per queste pretese. Sbotto perché strumentalmente per Michele Serra il buon senso preteso, perché questo è nella sostanza, diventa di colpo cosa di sinistra. Un buon senso che tra le righe viene anche suggerito persino da Ignazio Visco (Banca d'Italia - non un'estremista di sinistra) quando sottolinea che 2/3 della manovra è fatto "d'ingressi". In questo gioco delle tre carte, confondendo buon senso con cose di sinistra, Michele Serra espone la sua indignazione verso chi a sinistra domanda cose di sinistra ad un Governo di destra. Certo, se fosse così sarebbe vero, ma non è così. Il buon senso, e non cose di sinistra, vorrebbero l'asta delle frequenze, una patrimoniale fatta da una vendita obbligata di btp al 3% nei confronti di chi ha grandi patrimoni e non da un prelievo di soldi una tantum, un maggior intervento sulla detassazione del lavoro d'ingresso (cosa molto di destra e recentemente anche di sinistra). Queste son cose di buon senso , non di sinistra. Che ora Michele Serra utilizzi questo stratagemma per placare le critiche da sinistra mi pare la solita furbizia radical chic. Il solito stratagemma per spostare l'oggetto della questione. Era molto più onesto dire; siamo nella merdissima non rompiamo i coglioni ché a sinistra c'è gente che sta bene e non vuole che il grande giocattolino si rompi (che poi se il grande giocattolino si rompe anche noi di centro sinistra che stiamo bene finiamo come quelli di sinistra che stanno male). Questo sarebbe stato un discorso più onesto, pulito. Aspetto con ansia che mettano le mani nella cassa mutua dei giornalisti, poi dirò a Serra sorridendo che non deve pretendere cose di sinistra da Monti.
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