martedì 10 gennaio 2012

Il Cappone

Ci hanno regalato un cappone.

Giuro, non avevo mai visto un cappone intero, è una bestia infinita.

Ce lo guardiamo in continuazione, io e mia moglie, perplessi sul da farsi.

Ci hanno detto che andrebbe farcito, ma non sappiamo da dove si comincia. Dovremmo portarlo a disossare, ma chi ha il coraggio di uscire di casa con il cadavere in braccio? Non entra in un sacchetto della spesa, forse entrerebbe in uno di quelli neri per le immondizie, ma ci fa un po’ senso metterlo lì.

Oppure potremmo fregarcene di farcirlo e tagliarlo a pezzi e congelarne una parte, ma è così grosso che forse ci vorrà una sega elettrica.

Io poi non ho cuore, non parliamo di mia moglie che non pulisce nemmeno le alici.

Potremmo a nostra volta regalarlo a qualcun altro, ma le domande imbarazzanti sull’origine della bestia farebbero capire che si tratta di un riciclo e che volevamo semplicemente sbarazzarcene e non risolveremmo comunque il problema dell’uscire di casa con la salma.

Sediamo afflitti intorno al tavolo della cucina, non riusciamo nemmeno a guardarci per timore che ognuno scopra i pensieri dell’altro.

Ci svegliamo in piena notte come in preda a un’illuminazione.

Ancora in pigiama ci tiriamo addosso un giaccone pesante e scaviamo in giardino come due forsennati. Lo seppelliremo in quell’angolo dove abbiamo deciso di sistemare la panchina.
All’alba finalmente torniamo a letto.

Buon Natale, amore, le dico infilandole la mano ancora fredda sotto il pigiama.

By Flounder

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